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Guida alla scelta di un barbecue elettrico

Guida alla scelta di un barbecue elettrico

Ti ha mai stuzzicato l’idea di poter fare gustosissime grigliate e divertenti barbecue in posti che normalmente non lo permetterebbero per i motivi più disparati, tra cui le condizioni del meteo oppure a causa del poco spazio disponibile? Ebbene ora puoi rallegrarti, perché grazie al barbecue elettrico ora è possibile soddisfare questa voglia.
No, non è fantascienza, ora è pura realtà. Potrete preparare delle buonissime grigliate in qualunque momento addirittura in casa vostra ogni volta che ne avrete voglia, oppure quando ne avrete più bisogno; ad esempio se la grigliata che da mesi avevate programmato è dovuta saltare per colpa del cattivo meteo, potrete tranquillamente ripiegare sulla grigliata casalinga utilizzando un barbecue elettrico.

Vi chiederete ora quale sia il segreto. Ebbene il segreto è che sfrutta l’energia elettrica e quindi non fa uso di carbone né del gas, possiede inoltre delle dimensioni ridotte rispetto alle controparti più tradizionali e quindi si maneggia meglio. Ovviamente ci sono delle controindicazioni, e cioè il barbecue elettrico sarà decisamente meno potente ed anche le prestazioni offerte non saranno al livello delle controparti a carbone oppure a gas.

In vendita ci sono i più svariati modelli di barbecue elettrico in pietra ollare, ed è difficile districarsi nella giungla dei prodotti in vendita specialmente se questa è la prima griglia che acquistate. Il consiglio che possiamo darvi è che i modelli di barbecue elettrico in vendita sotto ai 100€ sono generalmente da evitare, poiché sono realizzati con materiali scadenti, ed anche le prestazioni offerte saranno generalmente alquanto discutibili. Il profilo giusto sarebbe acquistare i barbecue elettrici sopra i 100€ di prezzo, che consumi minimo 1000 Watt, e possibilmente che possegga gli accessori per ridurre i fumi emessi (così come gli odori) ed uno scola grassi.

Accessori opzionali sono invece la possibilità di smontarne i pezzi per lavarli in lavastovoglie, incrementando così la facilità di pulizia del prodotto, ed i piedini con relativa postazione nel caso in cui vogliate grigliare all’esterno nei mesi più caldi.

Imparare ad ascoltarsi per dimagrire

Uno dei pilastri fondamentali del mio metodo per dimagrire è quello della consapevolezza.
Il nostro corpo è stato progettato per mangiare esattamente quanto necessario all’alimentazione, ma purtroppo molte persone hanno sviluppato l’insana abitudine di mangiare finché si sentono pieni, o, peggio ancora, finché non hanno divorato tutto ciò che c’è nel piatto. E questo, unitamente alla velocità eccessiva, fa si che si sono dimenticati di ascoltare i segnali che manda lo stomaco.

In realtà, quando si è mangiato abbastanza, lo stomaco manda un segnale, come a dire “grazie, basta così”. E’ una sensazione che generalmenet si avverte nella zona del plesso ed è una piacevole sensazione confortevole. Normalmente ci vogliono almeno 20 minuti dal momento in cui si inizia a mangiare per arrivare a sviluppare questa sensazione. Motivo per cui è vitale rallentare il ritmo, posare le posate ad ogni boccone e masticare lentamente. Se trangugiate una gran quantità di cibo in pochi inuti, il vostro stomaco non ha neppure il tempo di mandare il segnale.

Ovviamente tra questi due eccessi ci sono tutte le sensazioni intermedie. Sviluppare attenzione e consapevolezza ai segnali dello stomaco ci porta a percepire sia la sensazione di fame (fame vera ovviamente) che quella di sazietà. Ed è importante assecondare questi segnali, mangiando qualcosa ogna volta che sentiamo FAME e fermandoci appena sentiamo SAZIETA’.

In questo modo si rispetta lo stato ideale di mantenersi prevalentemente nella zona verde, con al massimo qualche punta in zona gialla, evitando sia di trovarsi ad essere troppo affamati che a mangiare in eccesso.

Le persone che hanno svolto numerose diete hanno generalmente inibito la capacità di ascoltare questi segnali, e quindi molto probabilmente faranno fatica all’inizio per ristabilire la comunicazione mente-stomaco. Per riprendere questa sensibilità può essere di grande aiuto ascoltarsi in diversi momenti durante la giornata. Chiedersi “sulla scala della fame, in che punto mi trovo veramente in questo momento?” Abituatevi a farlo spesso durante la giornata e presto avrete riattivato la risorsa fondamentale (e automatica) per raggiungere e mantenere facilmente il vostro giusto peso.

Buona giornata (in piena forma!)

Federico

Anomalisa – La malinconia della normalità

In cosa consiste oggi l’esistenzialismo?

Quale significato ha, nel terzo millennio, chiedersi che cosa renda davvero un uomo tale?

Albert Camus scrisse: L’uomo è la sola creatura che rifiuti di essere ciò che è, espressione logicamente figlia del concetto aristotelico di uomo come animale razionale, ma l’uomo di Camus, come quello di Sartre, di Kafka o di Cioran, soffre la condizione umana a causa della propria razionalità, condannato dall’autocoscienza alla sofferenza spirituale.

È lecito sostenere che Charlie Kaufman sia un esistenzialista cinematografico?

In Anomalisa egli tratta la vicenda di Michael Stone, un uomo (?) insoddisfatto della propria esistenza, apatico e impotente di fronte alla massificazione delle persone che lo circondano.

La spersonalizzazione antropica costringe Michael a sottostare ad uno stato alterato della realtà nel quale ogni persona possiede la stessa voce (quella di Tom Noonan) eccetto Lisa (J. J. Leigh), l’illusoria chimera da tempo inseguita da Michael: l’anomalia che come una luce puntiforme in una vasta oscurità dona speranza e rinnova la fiducia nel protagonista avvilito e frustrato. Egli la incontra all’ Hotel Fregoli – nome non casuale – di Cincinnati nel quale si è recato per tenere la presentazione del proprio libro: How May I Help You Help Them? e vivrà con lei una notte gravida di speranze represse, facendo sesso in stop-motion e rivisitando canzoni di Cyndi Lauper.

Kaufman compie un’evoluzione tecnica storica: egli proietta i connotati umani più intimi e inspiegabili in un pupazzo antropomorfo, generando in questo modo quella che si può definire una quinta parete, divisione concettuale tra realtà oggettiva e realtà animata, minacciata dall’imperitura sfida pirandelliana alla natura di Michael, incapace di accettare emozioni artefatte, atteggiamenti ingannevoli e pensieri banali.

È egli un avventuroso scrutatore dell’animo umano s-oggetto alla classica diatriba tra Logos e Pathos o solamente un cacciatore (in)conscio di avventure sessuali soddisfacenti? E l’amore è una forza ineffabile in grado di animare un pupazzo oppure è solamente una sfuggente illusione sentimentale?

L’opera affronta i demoni di un uomo qualunque, investigando tra le pieghe di una realtà nella quale egli credeva; Charlie Kaufman rivoluziona il cinema d’animazione, elevandolo e astraendolo. E se donare la ragione e l’autocoscienza ad un pupazzo fosse la condanna inflittagli da Kaufman?

Mostra Modigliani

Amedeo Modigliani
Amedeo Modigliani
Arriva finalmente a Roma la mostra Modigliani, l’unica ed inimitabile mostra artistica che si focalizza sulle opere maledette e sugli artisti maledetti.
Grandi sono stati i successi nelle altre località (una Italiana ed una Europea) in cui si è già svolta codesta mostra innotivca e per certi versi paura, che ha fatto impazzire migliaia di persone appassionate di horror.
Le città in questione sono, rispettivamente, Milano, in cui l’evento si è consumato al Palazzo Reale, e successivamente, circa un anno dopo, alla pinacoteca di Parigi.
A Roma, Modigliani sarà a cura di Marco Rastellini, in patrocinio col Comune di Roma. Inoltre, in esclusiva per questa edizione, sarà possibile ammirare per la prima volta in assoluto la collezione Netter, una collezione ricca di significato, di particolari e di commozione.

Saranno presenti oltre centoventi opere, tutte da ammirare per la loro bellezza, e saranno di tutti i gusti. Non solo appartenenti a Modigliani, ma anche a tanti altriartisti maledetti: Citiamo, giusto per fare qualche esempio, le opere di Kisling oppure di Soutine. Tutti artisti che hanno vissuto durante i cosiddetti anni della follia, nello stesso paesello francese, agli inizi del ventesimo secolo.
In questo contesto, l’artista Jonas Netter fu il fulcro del radicale cambiamento e fu al centro di questo movimento artistico.
E lui apprezzò molto Modigliati, soprattutto per il suo talento nella creatività, legata ai visi femminili, estremamente curati e ben definiti abbinati a corpi sproporzionati, rendendo i suoi lavori estremamente horror e raccapriccianti.

Jonas Netter
Jonas Netter
Durante la mostra avrete modo di comprendere il percorso artistico di Modigliani ma anche l’uomo che era: una persona normalissima appassionata di arte che divenne un illuminato grazie a Léopold Zborowski, un poeta polacco dalla grande fama e dalla grande notorietà.
E fu solo grazie e esclusivamente a Netter che riuscì a conoscere artisti di tutti i tipi e lo spinse ad osservare le loro opere. Allo stesso modo, Netter, che era anche uno scout i giovani e potenziali talenti, rimase colpito ed affascinato da Modigliani, l’artista originario di livorno, tanto che fu uno dei suoi primi clienti.
Come già specificato, Netter amò principalmente le rappresentazioni dei volti femminili sui corpi sproporzionati. Nello specifico, amò alla follia opere come Elvire con collettino, la cui data è da stimarsi intorno al millenoventodiciotto.

Da quel momento nacque una solida collaborazione ed un bel rapporto tra i due, e Modigliani iniziò a diventare famoso nel mondo. Tant’è che, ad una successiva mostra, questa volta fu proprio Modigliani a presentare a Netter un giocane promettente di assoluto livello. Stiamo parlando, ovviamente, di Soutine, di cui saranno presenti all’incirca trenta olii su tela, compresi i suoi lavori più famosi: Cani e Il pazzo.